ONEPLUS 6T RECENSIONE: IL FLAGSHIP KILLER RITORNA IN GRANDE STILE

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OnePlus è una garanzia quando si parla di rapporto qualità/prezzo. Lo ha dimostrato soprattutto con OnePlus 5T e OnePlus 6, due flagship killer che hanno convinto critica e pubblico sin da subito. In particolare, l’ultimo smartphone della società cinese ha superato le più rosee aspettative, vendendo un milione di unità in appena un mese. Insomma, OnePlus non è più quella piccola startup che abbiamo imparato a conoscere e questo si nota molto con 6T, il nuovo smartphone approdato in questi giorni sugli scaffali a un prezzo di partenza di 539 euro (variante 8/128GB, Amazon.it). 
Nel corso degli anni, la società cinese ci ha abituato a una versione “T” che andava “solamente” a migliorare qualche aspetto del dispositivo originale, ma non è questo il caso. OnePlus 6T stravolge il design utilizzando un notch a goccia e perfeziona alcuni aspetti che avevano bisogno di qualche ritocco. 

Unboxing

La confezione di vendita contiene, oltre allo smartphone, un caricabatterie rapido Fast Charge (5V/4A) da 20W, il cavo USB Type-C per la ricarica, la spilla per l’estrazione del vano dual nanoSIM, una comoda cover trasparente in silicone, l’adattatore USB Type-C/jack audio da 3,5mm e i manuali d’istruzione. Nella parte superiore della confezione è impressa la scritta “6T” e il logo dell’azienda, mentre nella parte inferiore troviamo le informazioni sullo smartphone. 

Design

OnePlus 6T si presenta con delle dimensioni di 157,5 x 74,8 x 8,2 mm, per un peso di 185 grammi. Per quanto riguarda l’ergonomia, il nuovo flagship della società cinese non è certo piccolo, ma nonostante tutto si riesce ad utilizzarlo tranquillamente con una sola mano. Il grip è buono, anche se il retro tende ad essere ancora un po’ “scivoloso”. Molto bella la backcover in vetro, che nella versione da noi testata, Midnight Black, restituisce un ottimo “effetto metallo”. Parlando della parte anteriore, i bordi sono molto contenuti, ancor più che in passato, e lo schermo presenta una nuova tipologia di notch, quello a “goccia”, contenente solamente la fotocamera frontale, identico a quello visto su Oppo RX 17 Pro. Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma in realtà va a stravolgere totalmente il design, rendendolo al passo con i tempi ed essenzialmente “all-screen”. Infatti, la tacca è particolarmente ristretta e porta lo screen-to-body ratio all’86%. Un rapporto inferiore ad altri smartphone, che però rende il dispositivo particolarmente gradevole alla vista. Manca il tasto Home: si fa tutto con la navbar a schermo. 
Il sensore di impronte digitali è in-display e funziona bene, ma abbiamo spesso preferito il più veloce sblocco facciale. La tecnologia è infatti ancora ad uno stato iniziale e questo comporta uno sblocco tramite impronta più lento rispetto a un sensore tradizionale. Pensate che spesso non si fa nemmeno in tempo a posizionare il dito sullo schermo che il Face Unlock ha già fatto il suo dovere. Nonostante questo, è sicuramente interessante vedere come OnePlus voglia essere tra le prime aziende a sperimentare e rendere funzionanti le nuove tecnologie.

Passando alla parte posteriore, troviamo i due sensori fotografici posti in verticale seguiti dal flash Dual LED e dall’immancabile logo OnePlus. Gli altoparlanti trovano posto nella parte inferiore, a fianco della porta USB Type-C. Manca il jack audio da 3,5mm per le cuffie, anche se nella confezione di vendita è incluso l’apposito adattatore. La scelta della società cinese potrebbe far storcere il naso, ma si rende in realtà necessaria per passare a uno standard ormai sempre più diffuso. Inoltre, l’adattatore fornito non è troppo ingombrante e risulta tranquillamente utilizzabile in qualsiasi situazione.

Sulla destra sono presenti il tasto d’accensione e il comodo slider fisico per silenziare la suoneria. Il bilanciere per gestire il volume è invece sulla sinistra, insieme al carrellino della SIM (NanoSIM + NanoSIM, niente espansione della memoria). Nella parte superiore è presente il microfono. Peccato per la totale mancanza di qualsiasi certificazione IP, anche se OnePlus assicura che lo smartphone resiste comunque all’acqua, ma non in immersione. Il dispositivo viene venduto nelle colorazioni Midnight Black, Mirror Black e Thunder Purple. Noi, come potete vedere dalle immagini, abbiamo testato la colorazione Midnight Black, in linea con il mercato attuale, oramai dominato da colori “scuri”. Tirando le somme, il design di OnePlus 6T è piacevole alla vista, si distingue dalla massa e il notch è comunque “camuffabile” via software nel caso non piacesse. 

Caratteristiche tecniche

OnePlus 6T è spinto da un processore octa-core Qualcomm Snapdragon 845 con processo produttivo a 10nm operante alla frequenza massima di 2,8GHz (4x 2.8 GHz Kryo 385 + 4x 1.8 GHz Kryo 385), affiancato da una GPU Adreno 630 e 6/8GB di RAM LPDDR4X. Una configurazione che garantisce ottime prestazioni lato gaming, con tanto di presenza di una Gaming Mode dedicata. Troviamo poi 128/256GB (UFS 2.1 2-LANE, non espandibile) di memoria interna, sufficienti per qualsiasi tipo di utilizzo. Una configurazione molto simile a OnePlus 6. Il display ha un pannello Optic AMOLED da 6,41 pollici con risoluzione 2340×1080 pixel, aspect ratio 19,5:9, vetro Gorilla Glass 6 e screen-to-body ratio dell’86%, con la presenza del notch “a goccia” posto in alto. 
Si tratta di un ottimo schermo, che ci ha dato molte soddisfazioni durante i nostri test. La regolazione automatica della luminosità funziona bene, mentre il display ambient e la modalità lettura sono delle aggiunte sicuramente gradite. Un pannello ben tarato, che si lascia personalizzare con una miriade di opzioni tramite software. Guardare video su questo display è una vera goduria per gli occhi e OnePlus è anche riuscita nell’ardua impresa di sfruttare al meglio l’aspect ratio scelto. Infatti, spesso gli sviluppatori faticano a far riprodurre i contenuti multimediali in 19,5:9 e il risultato è il rendere essenzialmente inutile il notch. In questo caso, invece, la società cinese è riuscita a realizzare una modalità “visualizza a schermo intero” veramente funzionale, che riesce a rendere compatibili la grande maggioranza delle applicazioni. YouTube dispone ancora della solita impostazione zoom (con conseguente crop del video) e Twitch non riesce ad andare oltre i 16:9, ma quelli sono problemi che vanno risolti dagli sviluppatori di terze parti.

Passando al comparto fotografico, troviamo una fotocamera frontale Sony IMX 371 da 16 megapixel (EIS, f/2.0) mentre sul retro è presente l’ormai classica doppia fotocamera composta da una lente Sony IMX 376K da 20 megapixel (PDAF, f/1.7) e una camera Sony IMX 519 da 16 megapixel (OIS, EIS, DCAF, f/1.7). Il sensore anteriore è in grado di registrare video fino a 1080p/30fps, mentre i due posteriori a 4K/60fps. Per quest’ultimi, non mancano, tra le altre cose, le funzionalità Modalità Pro, Ritratto, Notte, HDR, Panorama e Time-lapse. Presente anche il flash Dual LED. 
La società cinese ha essenzialmente riproposto l’ottimo comparto fotografico dell’originale OnePlus 6 con questo dispositivo. Ritroviamo dunque una buona stabilizzazione dell’immagine e una qualità delle foto che rimane superiore alla media di questa fascia di prezzo, anche in condizioni di scarsa luminosità. Certo, in alcuni contesti troppo bui anche la modalità notturna diventa meno efficace, ma a questo prezzo difficile chiedere di più. Abbiamo provato anche a fare numerosi “punta e scatta” e OnePlus 6T ci ha sempre soddisfatti in tal senso. 

Non male il comparto audio, con un buon volume massimo e degli altoparlanti che confermano la qualità già vista con le precedenti iterazioni. Peccato per la mancanza dell’audio stereo. Riproposto anche lo slow motion, che rimane ancorato a 480 FPS a 720p o a 240 FPS in Full HD. Nonostante questo, il risultato finale è decisamente buono. Migliorata sensibilmente invece il lato autonomia, che si fregia di una batteria non rimovibile da 3700 mAh con supporto alla ricarica rapida (5V/4A), che garantisce all’utente di arrivare tranquillamente a sera. Nelle nostre giornate di test, siamo spesso arrivati a fine giornata con una carica residua del 30/35%. Insomma, l’autonomia è sicuramente uno dei punti di forza di questo OnePlus 6T, contando anche che, grazie al Fast Charge, pochi minuti di carica garantiscono diverse ore di utilizzo. Manca, però, la possibilità della ricarica wireless. Presenti tutte le connettività richieste dal mercato odierno degli smartphone, come Gigabit LTE 4×4 MIMO, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac dual-band, NFC e Bluetooth 5.0.

Software

Il sistema operativo è Android 9 Pie con OxygenOS 9.0.5, che al momento in cui scriviamo dispone delle patch di sicurezza del 1 novembre 2018. Una delle cose che ci piacciono di più della personalizzazione di OnePlus sono sicuramente le gesture, molto comode da usare e ottime quando si tiene lo smartphone con una sola mano. Presente anche l’utile doppio tap per l’accensione. Da segnalare la totale assenza di bloatware, con la società cinese che ha preinstallato solamente gli applicativi che possono servire veramente nell’uso quotidiano. Rispetto all’originale OnePlus 6, troviamo una nuova modalità Smart Boost, che velocizza ulteriormente l’avvio delle applicazioni, e la possibilità di personalizzare ulteriormente i temi (anche a colori). 
Oltre a questo, ora la modalità gaming dispone di impostazioni avanzate che consentono, tra le altre cose, di ottimizzare l’utilizzo della rete da parte delle altre app in background, disattivare la luminosità automatica e bloccare le notifiche di terze parti. Si può attivare l’assistente vocale tenendo premuto il pulsante di accensione per 0,5 secondi.

Segnaliamo anche la possibilità di catturare screenshot estesi e quella di “disabilitare” il notch. Interessante anche il tema scuro. Reattività e fluidità sono come sempre al top della categoria, anche in confronto a smartphone dal costo nettamente superiore. 

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